Parliamo di vino

L'Etna, un'isola nell'isola, una DOC unica

Vigneti "Barone di Villagrande" - Milo

L’Etna, uno dei vulcani più attivi, rappresenta una delle realtà enologiche più uniche al mondo. Questo gigante di roccia e lava situato sulla costa orientale della Sicilia è conosciuto come un’isola nell’isola grazie alla sua unicità geologica e climatica.
L’altitudine che supera i 3.000 metri, la vicinanza del mare e l’esposizione ai venti creano un insieme di microclimi particolarmente favorevoli alla coltivazione della vite.

Grazie a questo ambiente unico, l’Etna si è guadagnato una reputazione di eccellenza nella produzione del vino, conosciuto in tutto il mondo per la sua straordinaria complessità, eleganza e intensità.

La DOC Etna rappresenta la più alta espressione di questo territorio, una ricchezza enologica che offre ai visitatori la possibilità di scoprire i suoi tesori nascosti e di assaporare le sue eccellenti produzioni vinicole.

La DOC Etna è stata istituita nel 1968 per garantire i produttori certificati e la qualità dei vini prodotti nell’area dell’Etna e proteggere le caratteristiche tipiche dei vitigni coltivati in questa zona.

Nel 2011, il disciplinare di produzione della DOC è stato aggiornato per includere nuove regole che hanno contribuito a rafforzare la reputazione di eccellenza dei vini dell’Etna.

La zona di produzione della DOC Etna si estende sui versanti Nord, est e sud del vulcano e comprende i comuni di Randazzo, Castiglione di Sicilia, Linguaglossa, Piedimonte, S. Alfio, Milo, Zafferana, Giarre, Mascali, S. Venerina, Acireale, Aci S. Antonio, Viagrande, Trecastagni, Pedara, Nicolosi, Belpasso, Paternò, S. Maria di Licodia, Biancavilia.
Questa zona di produzione unica è caratterizzata dalla forma a C rovesciata (che ritroviamo nel logo del Consorzio Tutela Vini Etna DOC) che segue il contorno dell’Etna, coprendo un’area di circa 13000 ettari.

La DOC Etna comprende diverse Contrade e Unità Geografiche Aggiuntive che sottolineano l’importanza della diversità dei terreni e dell’altitudine nella produzione dei vini dell’Etna.

La nuova Mappa della DOC Etna

Le Contrade, suddivisioni tradizionali dei comune, rappresentano, oggi, aree specifiche coltivazione delle uve. A completamento di queste sono state introdotte le Unità Geografiche Aggiuntive per meglio identificare le aree di produzione dei vini dell’Etna, tenendo conto della diversità dei terreni e delle caratteristiche climatiche.

Il disciplinare della DOC Etna è uno dei più rigidi e restrittivi d’Italia, la sua attuazione è finalizzata alla salvaguardia e alla valorizzazione delle caratteristiche distintive dei vini dell’Etna, garantendo la produzione di vini autentici.

Il Nerello Mascalese e il Nerello Cappuccio sono i vitigni principali della DOC Etna e sono coltivati su oltre il 90% dell’area viticola. Sono vitigni a bacca rossa molto resistenti alle condizioni climatiche estreme dell’Etna e alle malattie delle piante.
Il Carricante, il Catarratto e il Minnella Bianca sono invece vitigni autoctoni a bacca bianca, resistenti anche ad alta quota.

In generale, tutti i vitigni coltivati nella DOC Etna sono stati selezionati per la loro capacità di adattarsi alle condizioni del terreno e del clima dell’Etna, la combinazione di questi vitigni con le particolari condizioni climatiche e del suolo dell’Etna produce vini di grande complessità e struttura, che si distinguono per il loro carattere unico.

La DOC Etna rappresenta uno dei patrimoni enologici più importanti d’Italia, sicuramente la tappa obbligatoria per ogni amante del vino.